Dolori muscolari e Acido lattico

DOLORI MUSCOLARI E ACIDO LATTICO

Fra i tanti miti che affollano le palestre e il mondo dello sport in generale, quello che riguarda il collegamento fra acido lattico e dolori post allenamento è uno dei più duri a morire. In questo articolo andremo a capire perché si forma l’acido lattico, come si smaltisce e se ha davvero un ruolo in quelli che sono i DOMS post allenamento.

L’

acido lattico viene prodotto in determinate condizioni a livello citoplasmatico, in seguito ad una serie di reazioni che prendono il nome di Glicolisi. Al termine di questo processo chimico si ottengono, da una molecola di Glucosio, due molecole di Piruvato. Queste ultime, in presenza di ossigeno, vengono trasformate in Acetil-CoA, utilizzato poi nel ciclo di Krebs per produrre energia. Ma in carenza di ossigeno cosa succede?

Il Piruvato, in tale situazione, va incontro a fermentazione e ciò porta alla produzione di acido lattico.
Una volta prodotto, l’acido lattico tende a dissociarsi in due ioni: lo ione lattato e lo ione H+. L’eccessivo accumulo di questi prodotti tende ad abbassare il pH fisiologico all’interno della cellula, contribuendo in gran parte all’insorgere della fatica.

Non è quindi l’acido lattico la causa diretta del bruciore muscolare intenso, ma piuttosto sono gli ioni H+ accumulati nel processo che, rendendo l’ambiente cellulare troppo acido, portano all’indolenzimento e al blocco della contrazione muscolare.

Dal Piruvato si ha formazione di acido lattico, il quale tende a dissociarsi in lattato e H+. Ciò causa acidosi e porta al blocco dell’attività muscolare.

Cosa succede a questo punto? Da una parte l’accumulo eccessivo porterà inevitabilmente ad una situazione di blocco. Le fibre muscolari non potranno più contrarsi e l’attività dovrà cessare. Dall’altra parte le cellule tenderanno all’equilibrio. Il lattato in eccesso verrà espulso e andrà ad immettersi nel torrente ematico, dove raggiungerà il fegato.

Qui avrà inizio un processo che lo porterà ad essere riconvertito in glucosio in quello che è noto come il Ciclo di Cori.
Riassumendo, parte dell’acido lattico prodotto nel muscolo scheletrico viene riconvertito in glucosio nel fegato, per tornare infine al muscolo.

Quanto tempo serve per smaltire l’acido lattico?

Questo processo, nell’insieme, ha una durata di circa 40 minuti. Lo smaltimento dell’acido lattico ha ritmi piuttosto sostenuti, tanto che i suoi livelli ematici tendono a dimezzarsi ogni 15 minuti circa, fino al ritorno a livelli basali. La tempistica si può ridurre in base al grado di allenamento.

Atleti abituati a determinati sforzi saranno in grado di recuperare con maggior velocità ed efficienza, mentre soggetti meno allenati recupereranno in tempi un po’ più lunghi.

DOMS

Questo termine è l’acronimo di “Delayed Onset Muscle Soreness”, che in italiano significa “indolenzimenti muscolari a insorgenza ritardata”. Ma che cosa sono esattamente? Si può dire che siano collegati alla sensazione di bruciore che si percepisce nell’immediato a causa della produzione di acido lattico?

Quest’ultimo però, come abbiamo già visto, viene smaltito nel giro di circa 40 minuti. L’indolenzimento causato da un allenamento intenso, invece, si protrae generalmente per alcuni giorni.

Capiamo quindi che i due argomenti non sono correlati. I DOMS infatti insorgono successivamente a delle micro lesioni al tessuto muscolare e connettivo, che si verificano in seguito ad un’intensa attività fisica.

E’ stato scientificamente dimostrato che queste si verificano principalmente in seguito a contrazioni eccentriche o isometriche, le quali provocano una tensione meccanica che porta allo “stiramento” e alla “rottura”, a livello microscopico, dei sarcomeri (le unità contrattili del tessuto muscolare).

I DOMS compaiono generalmente dalle 24 alle 48 ore in seguito allo stimolo (allenamento o attività intensa) e possono protrarsi per alcuni giorni, fino a completa rigenerazione delle fibre coinvolte. A tal proposito riporto una microfotografia scattata al microscopio elettronico (scala 2 μm) di alterazioni strutturali dei sarcomeri dopo un esercizio eccentrico.

Tale documento è tratto dallo studio “Subcellular movement and expression of HSP27, αB-crystallin, and HSP70 after two bouts of eccentric exercise in humans” del 01/08/2009 di G. Paulsen et coll.

A sinistra il muscolo 1h dopo l’esercizio, a destra una struttura intatta.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto come DOMS e bruciori dovuti ad accumulo di acido lattico siano due situazioni completamente diverse. Nel primo caso si tratta di dolori post esercizio dovuti a micro lacerazioni del tessuto muscolare, causate dalla tensione meccanica data da contrazioni eccentriche o isometriche; nel secondo caso invece abbiamo scoperto che il bruciore e l’interruzione dell’attività muscolare che si verificano nell’immediato, sono dovuti indirettamente alla produzione di acido lattico, per via dell’accumulo di H+ e della conseguente maggiore acidità dell’ambiente cellulare. Tale situazione va però a risolversi in tempi molto brevi.

Possiamo quindi concludere che, contrariamente a quanto spesso si afferma, l’acido lattico non è responsabile dei dolori muscolari avvertiti nei giorni successivi ad un allenamento intenso.

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Bibliografia

“Appunti di biochimica” di Maria Valeria Catani e coll. – Piccin 2017
“Biochimica generale dello sport” di Baldelli Sara
“Fitness la guida completa” di A. Borelli, S. Busin, C. Suardi, S. Zambelli, N. Nicosia – Edizioni Sporting Club Leonardo Da Vinci
“Subcellular movement and expression of HSP27, αB-crystallin, and HSP70 after two bouts of eccentric exercise in humans” del 01/08/2009 di G. Paulsen et coll.