Sei un soggetto endomorfo, mesomorfo o ectomorfo?

SEI ENDOMORFO, MESOMORFO O ECTOMORFO?

Nell’articolo “Sviluppo della massa muscolare e predisposizione genetica” abbiamo scoperto l’esistenza dei biotipi umani di Sheldon. Abbiamo visto che l’uomo, in base alle sue caratteristiche antropometriche, può essere classificato nelle biotipologie endomorfo, mesomorfo ed ectomorfo. Ma come distinguere un soggetto di un tipo o dell’altro?

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n questo articolo entreremo più in dettaglio nell’argomento e vedremo come identificare, con relativa precisione, i vari tipi costituzionali. Identificarli sarà un utile strumento volto a stabilire obiettivi, potenzialità e necessità da tenere in considerazione nella stesura di un programma di allenamento.

Il metodo semplice: caratteristiche morfologiche e misura delle circonferenze

Appresa l’esistenza dei tre principali somatotipi individuati da William Herbert Sheldon (endomorfo, mesomorfo e ectomorfo), andiamo ora a vedere come determinare l’appartenenza di un individuo ad una di queste categorie. In realtà, come abbiamo già visto, non esistono soggetti che corrispondono esattamente ad una tipologia specifica. Solitamente si tende ad una combinazione delle tre, magari con tendenze più verso l’una o l’altra. Indicativamente, però, possiamo seguire alcune linee guida utili a classificare un biotipo dall’altro.

Il soggetto endomorfo

E’ riconoscibile per la struttura corporea rotonda. Caratterizzato da spalle alte e curve, da un collo corto e tozzo, da tronco e gambe lunghi e larghi. Presenta tendenzialmente una pelle liscia ed è poco definito muscolarmente. Tende ad ingrassare con facilità. Nella figura qui sotto sono raffigurati un soggetto maschile ed uno femminile appartenenti a questo biotipo.

Rappresentazione del soggetto endomorfo

Oltre alla valutazione visiva, un test molto semplice per individuare un endomorfo consiste nella misura delle circonferenze di polsi e caviglie. Non si tratta di un metodo infallibile, ma può aiutare nell’identificazione. Riporto di seguito le indicazioni generali utili alla valutazione:

Polso
Uomo 20-21 cm
Donna 16-17 cm
Caviglia
Uomo 25-26 cm
Donna 20-21 cm

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Il soggetto mesomorfo

E’ riconoscibile per la struttura corporea atletica e compatta. Caratterizzato da spalle larghe, torace ampio e vita stretta. Presenta una muscolatura ben definita e una naturale tendenza ad aumentare con facilità la componente di massa magra. Nella figura qui sotto sono raffigurati un soggetto maschile ed uno femminile appartenenti a questo biotipo.

Rappresentazione del soggetto mesomorfo

Oltre alla valutazione visiva secondo le caratteristiche sopra elencate, è possibile individuare un soggetto mesomorfo grazie alla misura delle circonferenze di polsi e caviglie. Riporto di seguito le indicazioni generali utili alla valutazione:

Polso
Uomo 18-19 cm
Donna 14-15 cm
Caviglia
Uomo 23-24 cm
Donna 18-19 cm

Il soggetto ectomorfo

E’ riconoscibile per la struttura corporea esile. Caratterizzato da arti lunghi e tronco piuttosto corto, dalle spalle strette e dal collo lungo e sottile. Presenta una bassa percentuale di grasso corporeo, ha un metabolismo veloce e difficilmente riesce ad acquisire massa magra. Nella figura qui sotto sono raffigurati un soggetto maschile ed uno femminile appartenenti a questo biotipo.

Rappresentazione del soggetto ectomorfo

Oltre alla valutazione visiva secondo le caratteristiche sopra elencate, è possibile individuare un soggetto ectomorfo grazie alla misura delle circonferenze di polsi e caviglie. Riporto di seguito le indicazioni generali utili alla valutazione:

Polso
Uomo 16-17 cm
Donna 12-13 cm
Caviglia
Uomo 21-22 cm
Donna 16-17 cm

Il metodo complesso: formula di Heath-Carter e la Somatocarta

Nello stabilire il biotipo di appartenenza è possibile utilizzare anche un metodo più preciso, che si basa sul lavoro di Carter JEL & BH Heath. Stando alla loro ricerca è possibile individuare le componenti somatotipiche di un individuo attraverso la conoscenza dei seguenti parametri:

  • Peso in Kg
  • Altezza in cm
  • Diametro dell’omero (braccio) in cm
  • Diametro del femore (coscia) in cm
  • Crconferenza bicipite contratto in cm
  • Circonferenza polpaccio contratto in cm
  • Pliche: tricipitale, sottoscapolare, soprailiaca, polpaccio in mm

Rilevati i dati sopra elencati sarà possibile procedere al calcolo delle tre componenti somatotipiche, per poi identificare le varie combinazioni e prevalenze. Vediamo di seguito come calcolarle una per una.

Identificare la componente endomorfa

Caratterizzato da arti lunghi e sottili e con tendenza a non accumulare grasso, ne costruire massa magra. Il soggetto sarà tendenzialmente magro, poco muscoloso e longilineo. Il calcolo avviene attraverso i seguenti passaggi:

Formula Endomorfismo= – 0,7182 + (0,1451 * X) – [0,00068 * (X^2)] + [0,0000014 * (X^3)] X= (pliche tricipitale in mm + pliche sottoscapolare in mm + pliche soprailiaca in mm) + (170,18 / Altezza in cm)

Identificare la componente mesomorfa

Caratterizzato da ossa di medie dimensioni, tronco solido, spalle larghe, vita stretta e bassi livelli di accumulo adisposo. Il mesomorfo sarà tendenzialmente dotato di una buona muscolatura e mostrerà bassi livelli di grasso. Il calcolo avviene attraverso i seguenti passaggi:

Formula Mesomorfismo= (0,858 * DO) + (0,601 * DF) + {0,188 * [CB – (PT/10)]} + {0,161 * [CP-(PP/10)]} – (Altezza in cm * 0,131) + 4,5
DO= Diametro dell’omero in cm
DF= Diametro del femore in cm
CB= Circonferenza bicipite contratto in cm
PT= Pliche tricipitale in cm
CP= Circonferenza polpaccio contratto in cm
PP= Pliche polpaccio in cm

Identificare la componente ectomorfa

Caratterizzato da un considerevole deposito di grasso, una vita larga e una struttura ossea robusta. L’endomorfo sarà tendenzialmente predisposto ad immagazzinare grasso e, allo stesso tempo, a costruire massa magra. Il calcolo avviene attraverso i seguenti passaggi:

1) Prima di tutto si calcola il rapporto fra altezza e radice cubica del peso:

RAP= Altezza in cm / radice cubica peso in Kg

2) Ottenuto il valore di RAP, lo si esamina e, a seconda dei seguenti casi, si utilizza l’apposita formula:

– Se RAP <= 38,25 allora Formula Ectomorfismo= 0,1 – Se RAP tra 38,25 e 40,75 allora Formula Ectomorfismo= (0,463 * RAP) – 17,63 – Se RAP >= 40,75 allora Formula Ectomorfismo= (0,732 * RAP) – 28,58

La Somatocarta

A questo punto avremo ottenuto tre valori numerici corrispondenti al somatotipo. La disposizione di questi numeri si dovrà trovare sempre nel seguente ordine:

“Valore Endomorfo – Valore Mesomorfo – Valore Ectomorfo”

Ciò identificherà immediatamente un profilo di un tipo piuttosto che un altro. Una corrispondenza “7 – 1 – 1” rappresenterà un endomorfo puro, una corrispondenza “1 – 7 – 1” rappresenterà un mesomorfo puro e una corrispondenza “1 – 1 – 7” rappresenterà un ectomorfo puro. Come abbiamo visto, difficilmente si avrà una corrispondenza netta su un tipo piuttosto che su un altro, ma già con questi valori si può avere un’idea del somatotipo prevalente. Per un esame più approfondito si dovrà utilizzare un apposito grafico che Heath-Carter hanno nominato Somatocarta. I valori ottenuti andranno convertiti e poi disposti sugli assi X e Y del grafico. Per la conversione si dovranno utilizzare le seguenti formule:

Asse X= (Valore Ectomorfo) – (Valore Endomorfo)
Asse Y= (Valore Mesomorfo x 2) – (Valore Endomorfo + Valore Ectomorfo)

Facciamo un esempio:
Risultato valori “Endomorfo – Mesomorfo – Ectomorfo”: “2,53 – 4,62 – 3,21”
Asse X= 3,21 – 2,53= 0,68
Asse Y= (4,62 x 2) – (2,53 + 3,21)= 3,50

Somatocarta

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Bibliografia

“Fitness la guida completa” (di A. Borelli, S. Busin, C. Suardi, S. Zambelli, N. Nicosia – Edizioni Sporting Club Leonardo Da Vinci)
“Somatotyping: Developments and Applications” (di Carter JEL & BH Heath- Cambridge University Press, New York)
“Personal Trainer” (di A. Bertolucci, M. Neri – Edizioni Centro Studi La Torre)
“Anatomia dell’apparato locomotore” (di T. Barni, A. Di Baldassarre – Edizioni Edises)

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