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SPORT, SALUTE E RESTRIZIONI DA COVID-19K

Sin dall’inizio della pandemia lo sport è stato uno dei settori che hanno subito le maggiori limitazioni, ma queste misure preventive probabilmente non hanno tenuto conto di alcuni aspetti molto importanti per la salute.

A

quanto pare la situazione relativa alla pandemia si è rivelata così complessa a livello mondiale, da non aver permesso valutazioni completamente obiettive a lungo termine. In seguito a molte riflessioni, si è pensato di fermare l’attività di palestre, piscine e centri sportivi nella speranza di rallentare la curva dei contagi da Covid-19. Se da una parte tale soluzione può aver in qualche modo rallentato il diffondersi del virus, dall’altra ha portato con sè molte conseguenze negative.

Il cancro si batte anche con lo Sport

Avete mai sentito parlare di “Medicina dell’esercizio fisico”? Da anni è stato provato il ruolo importantissimo che l’attività fisica ha nella cura e nella prevenzione di una delle principali cause di morte al mondo: i tumori. Esaminiamo molto brevemente come l’esercizio fisico migliora la salute dei pazienti oncologici:

  1. Regola l’insulina, l’infiammazione, lo stress ossidativo e il sistema immunitario (già solo questo aspetto meriterebbe un articolo di approfondimento sempre in relazione al tema Covid)
  2. Attivazione di vie onco-soppressive mediate da Citochine (significa che fare sport riduce l’insorgenza dei tumori)
  3. Riduzione del grasso viscerale (correlato allo sviluppo di neoplasie)
  4. Regolazione dell’umore e del tasso di aderenza alle terapie anti-tumorali

I benefici dell’esercizio sono quindi vitali sia nella prevenzione primaria (cioè nel prevenire l’insorgere del cancro), sia nella secondaria (cioè nel ridurre la possibilità di recidive e nel miglioramento della qualità di vita dei pazienti), sia durante la cura vera e propria (per riduzione dei molteplici effetti tossici dei farmaci). Non ci credete? Esistono centinaia di studi scientifici che dimostrano l’efficacia dell’attività fisica nella lotta al cancro. Ve ne riporto giusto un paio che ritengo significativi:

1) Effetti dell’esercizio sulla qualità della vita in pazienti affetti da Linfoma (di K.S. Courneya, 2009). Lavoro randomizzato effettuato su pazienti con Linfoma per verificare da una parte la possibilità di poter fare esercizio fisico durante la cura, dall’altra di verificarne gli effetti sui pazienti. I risultati sono stati illuminanti e hanno mostrato un miglioramento di tutti i parametri nei soggetti che hanno eseguito esercizio, con miglioramenti in termini di funzionalità fisica, riduzione della massa grassa, miglioramento dello stato emotivo, riduzione della “fatigue” (stato di stanchezza tipico del trattamento anti tumorale).

Studio del 2009 di K.S. Courneya

2) Effetti protettivi dell’esercizio intenso prima della somministrazione di doxorubicina in pazienti affetti da tumore al seno (di A.A. Kirkham, 2017). Lo studio è stato effettuato su 30 pazienti con tumore al seno sottoposte a doxorubicina. Il giorno prima della somministrazione, un gruppo  eseguiva 30 minuti di esercizio aerobico intenso. I risultati hanno mostrato un netto miglioramento dei parametri cardiologici, biochimici e funzionali nelle pazienti sottoposte ad attività fisica. E’ stato perciò evidenziato come l’ esercizio abbia un effetto direttamente preventivo sugli effetti tossici del farmaco.

Studio del 2017 di A.A. Kirkham

L’esercizio fisico è quindi di vitale importanza per la salute di tutti i pazienti oncologici ed è uno strumento valido tanto quanto i farmaci usati per combattere la malattia. A differenza di questi ultimi inoltre non presenta effetti collaterali, anzi contribuisce a mitigarne gli effetti avversi.

Seconda causa di morte al mondo

I tumori sono attualmente la seconda causa di morte al mondo, dopo le malattie cardiovascolari. Ogni giorno in Italia si diagnosticano più di 1.000 nuovi casi di cancro (stima che non include le neoplasie alla cute). Secondo l’ISTAT in Italia nel 2017 i decessi dovuti a tumori maligni sono stati 180.085. Si ritiene che questo numero sia destinato a salire a causa dell’invecchiamento della popolazione. Inoltre bisogna considerare che la diagnosi e il trattamento del cancro, ritardati per via della pandemia di Covid-19, molto probabilmente hanno causato un ulteriore aumento del numero di morti.

Le misure per ridurre la mortalità del cancro dovrebbero includere l’ottimizzazione dello screening per la diagnosi precoce, la lotta al fumo, al sovrappeso e al consumo di alcool… senza dimenticare la promozione dell’esercizio fisico. Quest’ultimo, nonostante i molteplici studi degli ultimi 20 anni che ne comprovano la straordinaria efficacia, è ancora relativamente poco considerato. Chiudere palestre, piscine e centri sportivi equivale a negare alla popolazione una cura di formidabile efficacia.

Tutti sedentari?

Nei lunghi periodi di Lockdown a causa del Covid-19 si è tolta, di fatto, la possibilità di praticare Sport. Chiusi i centri sportivi le persone hanno in larghissima parte smesso di allenarsi. Tradotto in numeri, una grande percentuale di chi praticava Sport a livello amatoriale prima della Pandemia, durante i molti mesi di quarantena è diventata completamente sedentaria.

Stando ad uno studio pubblicato su The Lancet Global Health, l’inattività fisica causa ogni anno 3,9 milioni di morti in tutto il mondo.

A cosa è servito tutto questo? I contagi da Covid-19 sono aumentati lo stesso, quindi forse la misura è stata poco utile. Nessun focolaio è nato dalle palestre e dai centri sportivi, fra le strutture più controllate e adeguate ad ogni possibile misura igienica. Idealmente sarebbe stato molto più utile potenziare strutture ospedaliere e trasporti, invece di chiudere palestre e piscine. In pratica è stato fatto l’equivalente di chiudere un rubinetto… lasciando aperta la diga.

Conclusioni

Portare la popolazione alla sedentarietà equivale a condannarla, nel medio e lungo termine, a sicuri problemi di salute (per non parlare dei gravi danni allo sviluppo psico-fisico arrecati a chi si trova nelle fasce d’età dello sviluppo e ai soggetti sensibili). Se da una parte tali imposizioni possono essere nate da una buona intenzione, dall’altra non hanno tenuto conto delle conseguenze sul prossimo futuro. Errore tipico dell’uomo, questo. Lo stiamo facendo da anni nei confronti di altri temi come l’inquinamento ambientale… pur a conoscenza del problema, continuiamo con le cattive abitudini solo perché, nell’immediato, sono comode e sembrano vantaggiose, senza pensare al futuro.

Pensiamo al presente e al futuro. Pensiamo alla salute delle persone. Puntiamo sullo Sport.

Vuoi migliorare il tuo fisico? Lascia che ti aiuti a raggiungere il tuo obiettivo.